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Fido Bancario per Aziende: cos'è e quando conviene
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Fido Bancario per Aziende: cos’è e quando conviene?

Il conto corrente con fido rappresenta una soluzione piuttosto appetibile per tutti coloro che si apprestano ad aprire un conto corrente, sia privati che aziende.

Il fido bancario, infatti, conosciuto anche come “scoperto di conto corrente, è una particolare operazione di finanziamento bancario, detto anche elasticità di cassa, che permette ai correntisti di richiedere l’apertura di credito nel proprio conto corrente.

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Come funziona il fido bancario per aziende

Nel caso di un’impresa che voglia accedere ad un fido bancario, la banca può concedere all’imprenditore che è già in possesso di un conto corrente attivo presso di essa, la possibilità di disporre di una somma di denaro ulteriore rispetto a quella disponibile sul conto per:

  • un tempo stabilito (in genere 3-4 mesi),
  • tempo indeterminato (entrambe le parti possono recedere con preavviso)
  • fino a revoca (la banca può chiedere il “rientro” in ogni momento).

Ma come si perfeziona e quali sono gli step richiesti ad un’azienda per chiedere l’apertura di un conto corrente con fido bancario? Vediamoli insieme.

Come aprire un conto corrente con fido bancario

Al fine di procedere alla concessione del fido la banca procede ad una valutazione in merito all’affidabilità del cliente attribuendo un punteggio di rating (espresso con caratteri alfanumerici) ovvero una valutazione sintetica sull’affidabilità di chi ha avanzato la richiesta di apertura credito in conto corrente; si tratta di un giudizio sulla capacità di rimborso del cliente.

Per questo scopo, esistono agenzie di rating alle quali la Banca potrebbe affidarsi per analizzare la situazione economica dell’impresa che chiede il fido.

In base al rapporto del rating viene deliberato l’accoglimento o il rigetto della richiesta di finanziamento, le condizioni contrattuali e l’importo del fido accordato (tetto massimo).

A questo punto, l’istituto di credito fissa un tetto massimo (detto “fido”), vale a dire un importo prefissato che l’azienda non deve superare al fine di evitare il pagamento di ulteriori penali.

In concreto, la banca non eroga una somma X a favore dell’azienda, ma concede la possibilità all’imprenditore di “andare in rosso” per l’importo del fido accordato: la parte di linea di credito a cui ricorre l’impresa prende il nome di fido utilizzato.

Il cliente (“affidato”) potrà usufruire in qualsiasi momento della liquidità di cui ha bisogno, fino al limite imposto (tetto massimo), impegnandosi a ripristinare la linea di credito con successivi versamenti tramite ad esempio bonifici, assegni bancari o circolari.

Tra l’altro, può anche verificarsi il caso per cui il fido non venga mai utilizzato.

Chi può richiedere un fido bancario aziendale

Il fido bancario può essere richiesto da qualsiasi tipo di impresa, ditta individuale e lavoratore autonomo che sia in possesso dei requisiti di idoneità stabiliti dalla banca a cui l’azienda si rivolge.

Andiamo a vedere, nel caso di un’azienda, cosa prevede il fido bancario:

  • di essere titolare di un conto corrente attivo presso la banca a cui si intende richiedere il fido (o aprirlo contestualmente alla richiesta)
  • di superare la verifica dei requisiti d’idoneità stabiliti dalla banca per poter accedere a tale forma di contratto
  • un tetto massimo di capitale messo a disposizione dalla banca
  • l’applicazione, da parte della banca, di un tasso di interesse che verrà addebitato fin quando il cliente non verserà la somma per riportare il conto in credito.

Rischio di sconfinamento: in cosa consiste?

Appare necessario sottolineare che le aperture di credito in conto corrente (appunto, i fidi bancari) possono risultare rischiose se non utilizzate in modo corretto, poiché non è difficile incorrere nel c.d. sconfinamento.

La situazione di sconfinamento si verifica quanto l’azienda utilizza il fido bancario concessogli per un importo superiore all’accordato.

Vero è che, generalmente, gli istituti bancari consentono al cliente, occasionalmente o reiteratamente, di superare i limiti del fido; ciò comporterà, tuttavia, spese aggiuntive in accordo con la banca, spese che sono in continua evoluzione.

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I costi del fido bancario per aziende

Ovviamente, questo importante strumento finanziario messo dalle banche a disposizione delle imprese al fine di agevolare la movimentazione e le operazioni commerciali non è certamente esente da costi.

I costi del fido bancario sono:

  • Il tasso di interesse sulle somme utilizzate, ovvero interessi a debito o passivi, vengono calcolati in base all’ammontare e alla durata degli utilizzi del fido bancario e capitalizzati in genere su base trimestrale.
  • La commissione di messa a disposizione fondi: non possono superare per legge lo 0,50% trimestrale (cioè il 2% annuo d.lgs. 78/2009) dell’importo del fido. Viene calcolata trimestralmente sul fido accordato indipendentemente dall’utilizzo.
  • Le spese per la tenuta del conto: a seconda della banca possono essere applicate su ogni singola operazione: commissioni di apertura/chiusura conto, recupero imposto di bollo sull’estratto conto, spese per la revisione del fido stesso.

Vantaggi

Come abbiamo visto, il fido bancario aziendale è uno strumento che gli istituti bancari prevedono e mettono a disposizione delle aziende per agevolare l’operatività commerciale delle stesse.

Tra i vantaggi che se ne riconoscono in merito all’utilizzo dello stesso ed alla sua flessibilità rispetto, ad esempio, al mutuo, possiamo elencarne alcuni :

  • Non è necessario, per l’azienda, aprire un nuovo conto corrente in quanto il fido bancario può essere richiesto sul conto corrente già aperto presso la banca.
  • Permette di far fronte alle temporanee mancanze di cassa dovute a uno sfasamento dei tempi tra entrate e uscite.
  • Il credito in conto corrente non è un prestito: la cifra è sempre disponibile ma è a discrezione dell’azienda se utilizzarla o meno.
  • Gli interessi vengono calcolati solo sulle somme utilizzate effettivamente. Se in un trimestre non si accede alla somma del fido, per l’azienda non ci sono interessi a debito, ma dovrà versare solo il pagamento per la commissione sull’accordato.
  • L’azienda decide da sola in che termini usufruire del fido e come rimborsarlo; se in un’unica soluzione oppure mediante versamenti successivi di cui può determinare gli importi ed i tempi di rimborso.
  • L’azienda può dedurre fiscalmente il costo degli interessi passivi
  • Reperire risorse senza l’ingresso di nuovi soci permettendo quindi di mantenere stabili gli assetti proprietari e il controllo dell’impresa.

Svantaggi

Ovviamente, a fronte di tanti indiscutibili vantaggi, il fido bancario aziendale rappresenta anche una serie di svantaggi la cui portata ed incidenza economica andrebbe valutata con attenzione da parte dell’azienda che intenda eventualmente avvalersi di questo strumento:

  • E’ concesso solo a chi sia in possesso di specifici requisiti di solidità finanziaria.
  • I termini e la connotazione del fido è rimessa unicamente all’istituto bancario concedente: forma, ammontare (tetto massimo) e durata del fido bancario.
  • Il pagamento degli interessi sul passivo: più si “va sotto” con il conto, più alti saranno.
  • Il pagamento di una tassa fissa trimestrale sull’intero ammontare del fido.
  • Il tasso di interesse stabilito dall’Istituto di credito è elevato.
  • In caso di fallimento, se l’azienda non riesce a coprire il fido è previsto il pagamento di penali elevate.

Rammentiamo, tuttavia, che tra gli strumenti esistenti che favoriscono le aziende concedendo loro la classica “boccata d’ossigeno” in caso di necessità, il fido bancario – per quanto comodo e di facile fruizione – non è l’unico.

Esistono, infatti, anche delle alternative che le aziende possono utilizzare per far fronte ai loro bisogni momentanei, quale, ad esempio, l’anticipo sulle fatture, più veloce, elastico e con meno garanzie rispetto al fido bancario.

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